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Dimensionare un impianto ascensoristico: regole di buona pratica (parte 1 e 2)
Giacomello Elena e Trabucco Dario
L’ufficio Tecnico
3 e 4
2018
54-61 e 59-67
0394-8293

Ascensori, elevatori, trasporto verticale, pre-dimensionamento, flussi passeggeri

Abstract
Tradizionalmente l’ascensore viene considerato dai progettisti come un impianto, una macchina da collocare opportunamente in pianta – di solito vicino alla scala, per ragioni distributive – a cui destinare un vano corsa passante per tutti i piani dell’edificio – spesso in calcestruzzo armato, per ragioni statiche –. È consueto che all’ascensore non venga prestata molta attenzione. Esso fa parte del “blocco scale-ascensore” e quindi di quel sistema distributivo che, per gran parte degli interventi, presenta vincoli progettuali piuttosto convenzionali (altezza dell’interpiano dell’edificio, dimensioni degli sbarchi e spazi serventi), ma tipo di ascensore, dimensioni della cabina, collocazione del locale macchina, caratteristiche delle porte e dei dispositivi di interfaccia come le pulsantiere e i segnali, comfort d’uso, anche da parte di persone con disabilità motorie e non… sono questioni scarsamente tenute in considerazione da parte dei progettisti e, perlopiù, demandate ad altri professionisti che conoscono le macchine e “i marchi”, cioè i prodotti commerciali dei singoli produttori.